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Antica Fattoria Del Colle
Address - Strada Colle delleForche 6, 06053, Deruta
General Information
Nel cuore dell'Umbria, a soli quattro chilometri da Deruta, salendo per una strada nel bosco, completamente immersi nel verde tra ulivi, vigneti, campi di grano e girasole, si arriva su un poggetto, dove sorge l'ANTICA FATTORIA DEL COLLE, composta da due casali perugini dell'800 in pietra e mattoni, interamente e sapientemente restaurati.
In questa oasi di pace e tranquillità avrete modo di riavvicinarvi alla campagna e ai suoi ritmi, ritrovando dentro voi stessi odori, sapori, immagini e ricordi che sono comunque celati in ognuno di noi e che aspettano solo di ritornare alla memoria.
Si è cercato, nel riportare a nuova vita quella che era una tipica fattoria dell'800, di conservare la singolarità architettonica dei casali, mantenendo tra l'altro i soffitti in travi e pianelle, e di curare l'arredamento con mobili d'epoca, permettendo così agli ospiti di fare un salto all'indietro nel tempo, pur con tutte le comodità che la vita moderna ci fa apparire irrinunciabili.
La città è situata 15 chilometri a sud di Perugia su un poggio che domina la valle del Tevere. La parte nuova si estende lungo la via Tiberina, parallela alla E/45 che conduce a Roma. Del vecchio castello rimangono alcuni tratti di mura, gli archi delle tre porte di accesso e le caratteristiche vie medioevali attraverso le quali si accede a Piazza dei Consoli dove si trova l'omonimo palazzo, ora sede municipale, la cui torre trecentesca è adorna di bifore romaniche. Di fronte alla residenza municipale sorge la Chiesa romanico-gotica di S. Francesco con annesso convento ove, il 2 Ottobre 1264, morì Papa Urbano IV. Il campanile del XIV secolo è a bifore ogivali e l'interno, a una navata con abside poligonale, contiene numerosi affreschi di scuola senese tra i quali vanno evidenziati il martirio di S. Caterina di Alessandria (1339), protettrice dei ceramisti derutesi che ne celebrano la festa il 25 novembre, ed una Madonna, Bambino e Santi di Domenico Alfani. Nella vicina Piazza Benincasa sorge la Chiesa di S. Antonio Abate al cui interno è conservato un affresco, raffigurante una Madonna della Misericordia ed i Santi Francesco e Bernardino, di Bartolomeo Caporali.
Nel vicino Museo Regionale della Ceramica, inaugurato nel 1998, all'interno dell'ex convento di S. Francesco sono raccolti bellissimi esemplari di antiche maioliche locali, e la pinacoteca con pregevoli dipinti di varie epoche: una tavola di Niccolò Alunno, datata 1458, un gonfalone con S. Antonio Abate del medesimo autore, una Madonna con Bambino e Santi della bottega di Pietro Vannucci detto il Perugino, quadri dell'Amorosi, del Reni, del Gaulli detto il Baciccio, del Graziani detto Ciccio Napoletano, un messale miniato del trecento, tovagliati del XVI secolo. Una menzione particolare va ad un affresco raffigurante i Santi Rocco e Romano con veduta della città (1476), in passato attribuito a Fiorenzo di Lorenzo ed oggi considerato (P. Scarpellini) lavoro autografo di Pietro Vannucci detto il Perugino, proveniente dalla chiesa di S. Francesco.
La Città è nota in tutto il mondo per la sua arte di far ceramica, arte le cui prime memorie risalgono al Medioevo. I primi documenti che riportano "commissioni" per le nostre ceramiche sono del XIII secolo anche se il massimo sviluppo i maestri derutesi lo raggiunsero a partire dal primo cinquecento. A seguito della notevole fama acquisita venne infatti affidata alle loro botteghe l'esecuzione dei pavimenti della Cappella del Palazzo dei Priori e della Sacrestia adiacente alla Basilica di S. Pietro in Perugia nonché della Cappella Baglioni in Spello. Le ceramiche derutesi furono e sono celebri per le decorazioni su vasi, piatti ed oggetti delle più svariate forme e le più antiche sono oggi conservate nei migliori musei del mondo a riprova della loro notevole qualità artistica. Fra i maestri ceramisti susseguitisi nei secoli una menzione particolare va a Giacomo Mancini detto "El Frate" (1545), Andrea di Cecco (1584), Lazzaro di Battista Faentino, Francesco Urbini, Gregorio Caselli (1770) e tal "Paolo da Deruta" che già nel 1516 era al Servizio del grande ceramista eugubino mastro Giorgio Andreoli. Una singolare documentazione della ceramica derutese è custodita nella Chiesa della Madonna dei Bagni, due chilometri a sud di Deruta lungo la E/45. Tutte le pareti del piccolo tempio sono coperte di ex voto in ceramica collocati dai fedeli e a partire dalla seconda metà del seicento fino ai giorni nostri.
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